NO alle centraline sul Piave

AGGIORNATO CON UN ARTICOLO DEL 30 OTTOBRE 2015

Riportiamo un paio di articoli apparsi sul Corriere delle Alpi in merito alle centraline che la ditta Reggelbergbau vorrebbe installare sul Piave, di cui una persino sotto lo storico Ponte della Vittoria, ai piedi della Città di Belluno.

Ci dissociamo da eventuali azioni violente che possono essersi verificate o che potranno eventualmente verificarsi in futuro su questa vicenda, ma certamente non possiamo che deplorare l’iniziativa di una ditta di Bolzano che avrebbe la pretesa di invadere e violentare il nostro territorio e il Piave, fiume Sacro della Patria, nonché danneggiare l’area di Lambioi, dove il Comune ha speso energie e denaro per valorizzare l’area e dove si trova lo storico Ponte della Vittoria che verrebbe così deturpato da una installazione inappropriata.

Una installazione inappropriata anche dal punto di vista idrogeologico, visto che il bacino che si verrebbe a costituire si trova proprio ai piedi della ormai celeberrima “frana” di Via Miari, ad oggi ancora monitorata con sensori di movimento e che con il riempimento dell’alveo (dato anche dall’apporto di detriti dall’Ardo) potrebbe avere degli sconvolgimenti che avrebbero come conseguenza una caduta di materiale.

Dunque il Vajont non ha insegnato niente? Vogliamo farci “rapinare” il territorio per meri interessi capitalistici, peraltro da una ditta esterna al nostro territorio? Se una ditta di Belluno andasse a proporre una cosa del genere nel territorio di Bolzano, quanta probabilità di successo avrebbe?

Vogliamo quindi tenere alta l’attenzione sulla questione e apprezziamo il fatto che il Consiglio Comunale di Belluno, all’unanimità, nonché altri Comuni limitrofi abbiano deciso di opporsi all’iniziativa.

Continuiamo a seguire la vicenda per eventuali iniziative popolari anche di carattere legale.

Mario De Ghetto
Lista “InMovimento”

 

Il consiglio vota all’unanimità «No alle due centraline sul Piave»

Per il Comune potrebbe configurarsi il danno erariale, una lettera sarà inviata alla Corte dei Conti Massaro duro: «Siamo di fronte a un’aggressione del nostro territorio da parte di interessi privati» di Alessia Forzin

BELLUNO. Che sia sfruttamento idrico o il progetto di un elettrodotto che scavalcherà il Piave, la differenza è poca. Ed è contro questo «tentato stupro del nostro territorio», come l’ha definito in maniera molto forte il sindaco Massaro, che il consiglio comunale si oppone alle centraline idroelettriche (due quelle in programma sul suolo bellunese) e all’elettrodotto.

Ieri il consiglio si è espresso all’unanimità contro gli interventi della Reggelbergbau e di Terna. Ha alzato la voce per tutelare un bene prezioso, quello del paesaggio, e per rivendicare un ruolo all’interno di una provincia che, in quanto a sfruttamento delle sue risorse, ha ampiamente dato. Ha ribadito la sua netta contrarietà a ogni intervento che vada a devastare un ambiente delicato, fragile, tutelato, che il Comune sta valorizzando dal punto di vista turistico. E proprio il fatto che siano state spese risorse pubbliche per il progetto “Reti ecologiche” e per la spiaggia sul Piave, fa sì che rischi di configurarsi il danno erariale. Per tutelarsi il Comune invierà una segnalazione alla Corte dei Conti.

La presa di posizione dell’amministrazione è scritta nelle delibere approvate ieri, cui sono allegate relazioni tecniche dettagliate con osservazioni puntuali e precise, preparate dai tecnici dell’ufficio urbanistica di Palazzo Rosso.

«Dichiariamo la nostra ferma opposizione a entrambi i progetti di centraline idroelettriche per le ricadute paesaggistiche che avranno», ha segnalato l’assessore Frison. «Non si valutano gli effetti cumulativi (ci saranno tre impianti nel giro di 10 km), gli effetti sul sistema del fiume Piave, né il pericolo dell’aumento del rischio idraulico».

E poi c’è il grande tema della procedura. La Nova Ponente che ha presentato istanza di derivazione idroelettrica l’ha seguita, ma questa prevede che il Comune non possa avere copia dei progetti. Li può vedere, ma non fotocopiare. «Non è pensabile che non si tenga in considerazione la volontà del Comune, che ha il diritto e il dovere di autodeterminare lo sviluppo del suo territorio», ha aggiunto Massaro. «Siamo di fronte a un’aggressione del nostro territorio da parte di interessi privati».

La delibera in discussione è stata emendata in base alle richieste del Movimento 5 stelle e del Pd. I primi hanno fatto inserire alcuni paragrafi tecnici, nei quali si sottolinea il pericolo che il rallentamento del corso del Piave, causato dallo sbarramento del fiume, provochi un accumulo di materiale (detriti, ciottoli). Ciò provocherebbe un innalzamento del letto, che creerebbe problemi in caso di precipitazioni intense. Ma anche gli effetti cumulativi dei tre impianti preoccupano Sergio Marchese, perché è vero che le paratie per lo sbarramento potranno essere sgonfiate, se dovesse essere necessario, ma svuotare l’invaso artificiale a monte provocherà un innalzamento del livello dell’acqua a valle. Le centraline dunque vanno bocciate perché «pericolose», ha chiuso Marchese. «La zona delle ex segherie ha già problemi di allagamento dei garage, creare un bacino artificiale sotto al ponte della Vittoria è allucinante» per Silvano Serafini.

Gli emendamenti del Pd, presentati con un appassionato intervento da Irma Visalli, puntano invece l’attenzione sul fatto che la competenza per le derivazioni idroelettriche è della Provincia, dopo l’approvazione della legge di attuazione della specificità (8 agosto 2014), dunque la domanda sarebbe stata presentata a un soggetto sbagliato (la Regione). Si accusa poi la Regione di non aver ancora predisposto la classificazione dei corpi idrici e la Provincia, «che deve esercitare appieno il suo ruolo di governo del demanio idrico. Alzi la voce, facciamola insieme questa battaglia».

Con la richiesta di moratoria per tutte le domande che giacciono in Regione, la Visalli ha strappato l’applauso di Acqua bene comune. Presente in aula, si prepara alla mobilitazione contro le centraline e a un presidio il 29 ottobre, giorno del sopralluogo a Praloran. Il Comune di Belluno ci sarà.

(Fonte: Corriere delle Alpi http://corrierealpi.gelocal.it/belluno/cronaca/2015/10/20/news/il-consiglio-vota-all-unanimita-no-alle-due-centraline-sul-piave-1.12295012)

 

Caos a Limana, rinviato il sopralluogo al sito della futura e contestata centralina

Mattinata difficile a Limana con l’intervento delle forze dell’ordine a protezione dei rappresentanti di enti pubblici e della società che ha presentato il progetto per la centralina sul Piave di Alessia Forzin

Centraline: rinviato il sopralluogo a Praloran. La protesta del comitato bellunese Acqua Bene Comune, attivo fin dalle 9 (mezz’ora prima dell’inizio del sopralluogo) con un presidio davanti al municipio di Limana, ha portato il Genio Civile a rinviare il momento di confronto fra i progettisti, i Comuni e i portatori di interessi. La società bolzanina Reggelbergbau, che ha presentato istanza di derivazione idroelettrica, non era presente. «Non ci sono le condizioni per lo svolgimento di questa riunione», ha spiegato il vicesindaco di Limana, Edi Fontana. «Il sopralluogo è rinviato a data da destinarsi». Aspra la contestazione degli attivisti nei confronti dei progettisti e dei dirigenti del Genio Civile: questi ultimi se ne sono andati da Limana scortati dalla Polizia.

La mattinata di protesta era stata ampiamente annunciata da Acqua Bene Comune. Venerdì scorso è partita la campagna di mobilitazione permanente “Adesso Basta Centrali”, e il sopralluogo di oggi è il secondo appuntamento di una contestazione contro l’iper sfruttamento idroelettrico che durerà molto a lungo. «Le parole stanno a zero, non c’è più tempo per aspettare. Ogni occasione pubblica sarà momento di contrapposizione sociale, siamo in mobilitazione permanente», hanno urlato dal megafono gli attivisti. Una protesta rumorosa, durante la quale non sono mancati momenti di tensione: all’arrivo dei tecnici del Genio Civile e dei progettisti, i manifestanti hanno fatto muro di fronte alla porta del municipio, ostacolando per qualche momento il passaggio.

Quando poi hanno cercato di entrare (la riunione era pubblica, come vuole la procedura), le forze dell’ordine lo hanno inizialmente impedito, per poi lasciar entrare una delegazione. Fuori, intanto, continuava la protesta, fino a quando non si è deciso di sospendere la presentazione e il sopralluogo, rinviati a data da destinarsi. Il Comitato Acqua bene comune parla di vittoria, gli amministratori di sconfitta: «Oggi avremmo avuto l’occasione di portare le nostre osservazioni, di esprimere la nostra posizione e confrontarci con i proponenti», hanno sottolineato gli assessori di Limana Michela Rossato e Giorgio Cibien. «Anche noi siamo contrari al progetto di centralina, ma il dissenso si può manifestare in altro modo».

Centraline, la contestazione a Limana

(fonte: Corriere delle Alpi http://corrierealpi.gelocal.it/belluno/cronaca/2015/10/29/news/caos-a-limana-rinviato-il-sopralluogo-al-sito-della-futura-e-contestata-centralina-1.12352172)

 

Protesta per la centralina, rinviato il sopralluogo. Il Comune: una sconfitta

“Acqua Bene Comune che ha guidato la protesta ritiene l’iter «ridicolo e inutile». Il prossimo appuntamento è il 12 novembre quando dovrebbe toccare a Belluno” di Alessia Forzin

BELLUNO. Il rinvio del sopralluogo viene letto come una vittoria da Acqua Bene Comune. È una sconfitta, invece, per gli amministratori. «Oggi avremmo avuto la possibilità di conoscere il progetto nei dettagli, di farcelo illustrare dai tecnici regionali e dai progettisti, oltre che di esprimere la nostra posizione che rimane di netta contrarietà», spiega l’assessore alla protezione civile del Comune di Limana Giorgio Cibien. «Manifestazioni come quella che abbiamo visto non servono, perché ci sono modi e modi per esprimere la contrarietà ad un progetto. In una riunione pubblica tutti possono parlare, ma oggi non è stato possibile svolgere la riunione».

Ulteriori osservazioni le ha preparate anche il Movimento 5 Stelle: «Abbiamo fatto altri approfondimenti», spiega Sergio Marchese, consigliere comunale a Palazzo Rosso.

«Ci siamo fatti appoggiare da tecnici perché qui servono osservazioni idrauliche, geologiche. Quelle sulla procedura sono inutili, perché è questa. Non funziona, ma è stata seguita. Spero che il rinvio di oggi non abbia precluso la possibilità di presentare le nostre osservazioni», conclude Marchese. La cui posizione rimane quella espressa in consiglio comunale: «Queste centraline sono pericolose, perché insistono in zone a rischio idraulico», conclude il consigliere penstastellato.

Ulteriori osservazioni le ha preparate anche il Movimento 5 Stelle: «Abbiamo fatto altri approfondimenti», spiega Sergio Marchese, consigliere comunale a Palazzo Rosso.

«Ci siamo fatti appoggiare da tecnici perché qui servono osservazioni idrauliche, geologiche. Quelle sulla procedura sono inutili, perché è questa. Non funziona, ma è stata seguita. Spero che il rinvio di oggi non abbia precluso la possibilità di presentare le nostre osservazioni», conclude Marchese. La cui posizione rimane quella espressa in consiglio comunale: «Queste centraline sono pericolose, perché insistono in zone a rischio idraulico», conclude il consigliere penstastellato.

Per gli attivisti i sopralluoghi sono «ridicoli e inutili», ma per l’assessore ai lavori pubblici Michela Rossato «se la procedura li prevede si devono fare. Si può dire ciò che si vuole sulla procedura, ma o cambiamo la legge o si segue la procedura. La manifestazione del dissenso va bene, ma nelle forme civili».

«Oggi non c’erano le condizioni per consentire la presentazione del progetto e il sopralluogo», aggiunge il vicesindaco, Edi Fontana. «La nostra posizione però rimane chiara: abbiamo approvato delibere in consiglio comunale esprimendo contrarietà per la collocazione, per motivi di sicurezza e per una linea di principio. Dobbiamo dire basta allo sfruttamento del territorio. Siamo stanchi di subire imposizioni che vengono dall’alto. Siamo noi gli amministratori del territorio».

Il prossimo sopralluogo è in programma a Belluno, il 12 novembre. Acqua Bene Comune ha già assicurato che ci sarà e che la contestazione seguirà la linea definita ieri a Limana (a precedere l’appuntamento ci sarà una serata informativa, probabilmente il 6 novembre). Fra due settimane, dunque, toccherà all’amministrazione del capoluogo ospitare i tecnici della Regione e i progettisti.

In merito alla protesta del comitato Acqua bene comune Marco Purpora (presente con l’assessore Frison, il sindaco Massaro è impegnato all’Anci) pensa non sia una vittoria quella ottenuta ieri: «È un rinvio. Il 12 novembre vedremo se si svolgerà il sopralluogo, non è detto non venga rinviato considerando cosa è successo oggi. L’amministrazione in ogni caso è pronta: porteremo anche approfondimenti tecnici e idraulici che stiamo predisponendo».

Ulteriori osservazioni le ha preparate anche il Movimento 5 Stelle: «Abbiamo fatto altri approfondimenti», spiega Sergio Marchese, consigliere comunale a Palazzo Rosso.

«Ci siamo fatti appoggiare da tecnici perché qui servono osservazioni idrauliche, geologiche. Quelle sulla procedura sono inutili, perché è questa. Non funziona, ma è stata seguita. Spero che il rinvio di oggi non abbia precluso la possibilità di presentare le nostre osservazioni», conclude Marchese. La cui posizione rimane quella espressa in consiglio comunale: «Queste centraline sono pericolose, perché insistono in zone a rischio idraulico», conclude il consigliere penstastellato.

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(Fonte: Corriere delle Alpi http://corrierealpi.gelocal.it/belluno/cronaca/2015/10/30/news/rinviato-il-sopralluogo-comune-una-sconfitta-1.12357361?ref=fbfca)

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